Benvenuto don Andrea!

cittadino28ottobre2013

Qui alcune foto dei due riti d’ingresso di don Andrea nelle comunità parrocchiali di Balbiano e Colturano.

Un saluto agli ex parrocchiani di don Andrea che da Roma hanno voluto essere presenti a questo suo, e nostro, importante momento. Più sotto è riportato il testo tratto dall’articolo pubblicato sul quotidiano “Il Cittadino” del 28 ottobre 2013 (che ringraziamo per la concessione).

Per le foto si ringrazia http://www.lefotodimaria.it/

(…) Sabato e domenica festa per le comunità di Balbiano e Colturano, nel vicariato di Paullo con la particolarità del rito ambrosiano nella liturgia. Proprio il vicario foraneo di Paullo, don Gianfranco Rossi, ha guidato i riti di presa di possesso di don Coldani nella partecipata cerimonia di domenica a Colturano. Più di duecento persone hanno voluto conoscere personalmente il successore di don Paolo Tavazzi, che aveva trascorso lungo l’Addetta ben undici anni dal 2002 fino al recente trasferimento a Borgo San Giovanni. L’ingresso del nuovo parroco aveva già avuto per scenario sabato 26 la suggestiva cornice della piazzetta di Balbiano e del vecchio ponte sul fiume. Nato nel 1974 a Sant’Angelo Lodigiano, il sacerdote appena accolto arriva da un’esperienza di vicario a Tavazzano con Villavesco e successivamente trasferimento (2006) a Roma a Santa Maria Domenica Mazzarello, una chiesa di periferia nella capitale. Essendo anche cappellano magistrale del Sovrano Ordine Militare di Malta, il parroco designato nel comune meno abitato del Sudmilano (circa mille abitanti a testa fra Colturano e Balbiano) è stato accompagnato oltre che dai parrocchiani di Roma anche da alcuni Cavalieri Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme. Le autorità civili lo hanno accolto sia sabato che domenica, a cominciare dal sindaco Giovanni Cariello. «Oggi è Sant’Antonino – così ha esordito all’omelia nella chiesetta gremita don Andrea – e non c’è giorno migliore per iniziare questo cammino insieme». (…) «Il Dio cristiano non è una divinità lontana dagli uomini, impassibile – così ancora don Coldani nella sua omelia – ma cerca una relazione con gli uomini rispettando la nostra libertà. Il potere del Figlio di Dio è proprio questi: farci responsabili collaboratori in questa opera di relazione/salvezza. E la parrocchia educa tutti, non solo i bambini e i giovani, a vivere in questa relazione».

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